Genitori e Figli REMIND terzo Scalino

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GENITORI E FIGLI L’arte di crescere insieme.

REMIND Terzo Scalino – Emozioni

Siamo arrivati al terzo step del percorso Genitori e Figli, dopo esserci confrontati su come gestire bizze e capricci dei nostri bambini possiamo dedicarci ad un’osservazione più ampia del panorama emotivo del nostro rapporto con loro.

Se pensiamo al nostro quotidiano ci rendiamo subito conto di quanto la nostra emotività ci condizioni la giornata

Educare a comprendere le emozioni è un passo importante nel rapporto con i nostri figli; aiutarli ad diventare consapevoli di ciò che provano, di quanto ciò che provano possa influire sul loro quotidiano e sui loro rapporti con gli altri è parte integrante del ruolo di un genitore.

Consapevolezza emotiva

genitori e figli terzo incontro
“Inside Out”

 

Per poter usufruire al meglio della nostra emotività occorre conoscerla e saperla gestire: se sono felice posso esprime questa mia emozione in modi diversi a seconda dei luoghi o delle persone con cui sono, educare a questa conoscenza e consapevolezza è un compito non sempre facile  che richiede conoscere se stessi e la propria capacità di confrontarsi con le proprie emozioni e successivamente ASCOLTARE le emozioni dei nostri bambini

Le emozioni nascono in noi senza nessun intervento consapevole, noi possiamo solo imparare a riconoscerle e dar loro un nome; la piena consapevolezza di un’emozione arriva quando la condividiamo, quando condividiamo il suo significato ed il suo valore con le persone che ci circondano.

Ascolto tra genitori e figli

ascoltarsi da grandi

Ascoltare le emozioni dei nostri figli, entrare in empatia con esse per poi dar loro un nome e verificare le modalità di espressione di ciò che si prova è una parte importante dell’educazione alla vita.

I bambini provano paura, felicità, rabbia, disgusto, tristezza, sorpresa…. esattamente come un adulto ma solo l’adulto può dare un senso a queste sensazioni può aiutare il bambino a capirle, a sopportarle, a diventarne padrone senza finire in balia di vaghe sensazioni che sembrano impadronirsi di lui in modo incontrollato e incomprensibile

Il bambino non può, da solo, far chiarezza su ciò che prova, le nostre reazioni adulte sono la base su cui costruirà il modo di vivere ed esprimere la propria emotività.

L’emozioni possono essere comprese “solo” nella relazione tra genitori e figli.

Noi genitori ascoltando e comprendendo l’emozione che nasce nel nostro bambino possiamo mostragli un modo per organizzare ed esprime ciò che prova, possiamo esplicitargli i significati più profondi di ciò che sente e possiamo rassicurarlo che felicità è paura possono essere contenute, gestite e condivise senza ferire e senza essere feriti.

La competenza emotiva del bambino si è costruita già nei primi mesi di vita nella relazione con gli adulti che si sono presi cura di lui e con il loro modo specifico di esprime/celare/amplificare/minimizzare emozioni.

Già dalla nascita il neonato impara dal nostro esempio emotivo, intorno al secondo anno poi l’esperienza emotiva acquista nuovi significati ed il piccolo, che inizia a differenziarsi dall’adulto, si confronterà con ciò che noi gli rimandiamo a livello emotivo sentendo ciò che può o non può esprimere a livello emotivo, sentendosi più o meno accolto, sentendo ciò che ci si aspetta che lui esprima emotivamente.

L’adulto ha il potere di “risolvere” lo stato emotivo del bambino educandolo a comunicarlo e contenerlo.

Ma questa è solo una parte di ciò che ci troveremo a dirci nel nostro prossimo incontro.

Vi aspetto sabato 10-02-2018 ore 15.00 – per info