Genitori e Figli_REMIND Secondo Scalino

GENITORI E FIGLI
L’arte di crescere insieme.

REMIND Secondo Scalino

Bizze, Capricci, Opposizioni

…. inevitabilmente nella relazione tra genitori e figli ci sono e ci saranno sempre

Quando noi adulti viviamo questi momenti come sfide, come prove tra chi ha più forza ed autorità con i nostri figli  siamo, inevitabilmente, in grave difficoltà e la nostra capacità di farci ascoltare è già seriamente compromessa. Incomprensioni, discussioni, difficoltà di comunicazione ci sono e ci saranno sempre tra genitori e figli, sono rotture nella relazione, lacerazioni che richiedono di ristabilire un legame comunicativo collaborativo e positivo.

Comunicare con  Semplicità.

Le interazioni tra genitori e figli cambiano continuamente, a volte comunichiamo con linearità e semplicità  e ci sentiamo bene, ci sentiamo uniti e capiti, sentiamo in noi la presenza positiva dell’altro e sentiamo di essere nell’altro e con l’altro;  altre volte la sintonia emotiva si rompe e l’altro sembra allontanarsi sembra cercare un’autonomia di pensiero, azione e addirittura un’autonomia emotiva che vuole allontanarci e prendere le distanze, sono queste le situazioni in cui si verificano i  litigi tra adulti, le forti opposizioni con gli adolescenti e i capricci dei più piccoli.

Affrontiamo insieme questo argomento e verifichiamo come poter ricostruire il legame e come non perdere il controllo emotivo che dovrebbe caratterizzare ogni momento del nostro essere genitori

Come abbiamo detto nel precedente incontro i nostri stili educativi risentono molto dell’epoca storia e della cultura che ci circonda ed il modo che abbiamo di affrontare le bizze dei nostri figli ne è un esempio

Autorità e Bizze.

Le Bizze ci fanno sentire spiazzati e ci mettono in difficoltà; questo non nasce dai bambini ma dal nostro rapporto nei confronti dell’autorità. Questa parola fa molta paura a noi genitori e tendiamo ad avere un atteggiamento amichevole con i nostri figli. La nostra è una cultura in cui si spiega tutto, parlare il più possibile è un’ideale che inseguiamo sempre e comunque; per cui l’uso dell’autorità ricorda un passato non troppo lontano, nel quale era normale comandare i bambini a bacchetta e punire tout court i capricci. Oggi si rischia di cadere nell’eccesso opposto, quello di permettere tutto (e quindi di tollerare capricci a oltranza) o di dare infinite spiegazioni sul perché di un ordine ma i bambini piccoli non sono in grado di capire le spiegazioni e vanno indirizzati in modo fermo, autorevole. L’autorevolezza non è autorità e in questo caso è il miglior modo di prendersi cura, amorevolmente dei nostri bambini: Il messaggio che mandiamo è un messaggio di rassicurazione, di presa in carico dei loro bisogni e desideri, noi conosciamo e capiamo i loro bisogni e ce ne prendiamo cura anche con i NO: il bambino riceve il messaggio: se anche tu sei smarrito e non sai cosa fare (e fai troppi capricci) penso io, mi occupo io adulto di te.

Motivi Futili e Richiesta Reale.

Il motivo per cui scoppiano i capricci è spesso “futile”: un cibo negato, un giocattolo altrui di cui si vuole appropriare, un abito che non vuole  indossare…. Avere o non avere queste cose non è fondamentale per il bambino, anche se lo può sembrare; questa è “solo” una richiesta “di facciata”. I capricci nascono all’interno della relazione con i genitori, hanno lo scopo di modificarla, di forzarla, di saggiarne i limiti.

Se restiamo turbati e sgomenti  quando vediamo i nostri figli urlare come fossero “impazziti” e reagiamo con rabbia non affrontiamo il vero problema, non affrontiamo la richiesta più profonda che i nostri figli ci stanno facendo.

Certezze e Sicurezze da trasmettere.

Il bambino, pur inconsapevolmente, sa invece quello che vuole e per questo combatte con tutte le sue forze. A questo punto cosa fare? Non entriamo in competizione con lui, non mettiamoci sullo stesso piano, è il genitore che ha autorevolezza e sa cosa si può o non si può fare, ciò che possiamo trasmettere ai nostri figli è questa certezza, questa sicurezza di cui loro hanno notevole bisogno.

L’adulto stabilisce i confini entro cui il bambino può muoversi: tutti i cuccioli, umani e animali, hanno bisogno di fortificarsi dapprima all’interno di piccoli spazi, che si allargano progressivamente con la crescita. Sono quasi dei confini territoriali, che significano “fin qui ti puoi spingere, più in là no”.

Quando noi genitori decidiamo di dare uno stop, non torniamo sui nostri passi e non cerchiamo subito di consolare o di “risarcire” il nostro bambino con oggetti o attenzioni speciali. Una decisione sbagliato è meglio dell’incoerenza. Se vi accorgete di aver ecceduto, avrete a disposizione altri momenti per essere gentili, teneri e comprensivi.