Month: aprile 2015

cos’è la psicoterapia?

Cosa succede in una seduta di psicoterapia?
Che succede tra paziente e  terapeuta, anzi tra quella particolare persona e quel particolare terapeuta?
Cosa rende quel rapporto terapeutico?

Abbiamo una persona (che possiamo chiamare paziente, utente, committente) portatore di una domanda di terapia e, ovviamente, di una sofferenza tanto forte da averlo spinto a fare questa domanda su cui rifletteva da tempo e su cui spesso ha già cercato molte soluzioni o in totale solitudine o parlando e chiedendo ad altre persone, associazioni….

Abbiamo uno psicoterapeuta (che può avere vari indirizzi teorici: cognitivo, transazionale, analitico, sistemico ecc.) portatore di una proposta di terapia una sorta di portatore di: “io ti aiuterò“, ovverosia “sono in grado di ridurre, e magari anche, eliminare la tua sofferenza“.

Così inizia l’avventura di una psicoterapia, ma come funziona?

Non certo attraverso oggetti fisici, palpabili, misurabili visibili, non ci sono farmaci né interventi fisici sul corpo, come farebbe il medico ma mezzi psichici primo fra tutti, con gli adulti, la parola.
Posso ridurre o eliminare la sofferenza soltanto mettendoci in comunicazione

Presupposto: tu, come qualunque altro essere umano, ti sei ritrovato in questo mondo, hai imparato a starci, ad adattarti e questo basandoti sulle esperienze fatte.
Per esempio da neonato se piangevi gli adulti accorrevano, se a circa un anno cadevi e facevi la faccina triste alcuni adulti venivano a soccorrerti, altri ti prendevano subito in collo, altri non ti guardavano neanche…. e se piangevi la reazione era diversa e se ti rialzavi di corsa la loro risposta era ancora diversa
TU, intanto, senza averne consapevolezza avevi capito come e quando gli adulti ti sarebbero venuti vicino
Così ognuno tu hai strutturato. costruito i primi apprendimenti su come era fatto il mondo – il tuo mondo – e hai cominciato a cercare attenzioni a riconoscere chi e come ti avrebbe aiutato, consolato, accudito e hai imparato (senza averne consapevolezza) come fare a ottenere la risposta desiderata per star al meglio, per trovare come esaudire i tuoi desideri e/o alleviare il tuo dolore.
Da questi primi apprendimenti ne sono venuti altri e ogni giorno, a volte senza rendersene conto, altre con grande consapevolezza continui ad imparare nuovi modi per vivere.
Poi capita di arrivare al momento in cui in cui nella vita vecchie soluzioni non bastano più, l’esperienza risulta inadeguata, carente, a volte perfino distruttiva; i vecchi apprendimenti diventano ingombranti stancanti portano soltanto a continue delusioni e insoddisfazioni
Spesso a questo punto si cercano nuovi ambienti, nuove soluzioni, nuovi amici, NUOVI…….
Quando tutto questo non porta a soluzioni soddisfacenti, quando, nonostante tutti i tentativi il dolore, i problemi,le fatiche, le insoddisfazioni rimangono (spesso per lunghissimi anni) con fatica e spesso con molte perplessità si chiede aiuto ad un “fatidico” esperto
Così inizia un rapporto terapeutico tra due persone, tra una persona che porta una sofferenza, tra te, che porti il tuo dolore ed i tuoi tentativi falliti e me la psicoterapeuta che offre un ascolto e come prima cosa cerca di capire con te cosa vuol dire :” sto male”
Cosa vuoi dirmi quando mi dici che stai male?
Che cosa vuoi comunicarmi?
Vuoi dirmi quello che provi? O quello che pensi?
Non è facile da spiegare tanto più che le spiegazioni che ti sei dato fino ad oggi non ti sono servite, non ti bastano più
Mi dichiari che “non sai più cosa fare per…” e implicitamente mi chiedi che sia io a suggerirtelo, anzi a volte lo chiedi esplicitamente, “che cosa devo fare?”
Già, che cosa?
Parliamone.
…………………
Cosa succede in una seduta di psicoterapia?

Hai deciso finalmente di provare con la psicoterapia e stai venendo all’appuntamento, nuove speranze ed emozioni si agitano: Chi mi troverò davanti? Potrà capirmi? Come farà ad aiutarmi?… un po’ d’ansia, forse timore di essere deluso, non compreso.
Sei arrivato e mentre attendi qualche minuto, cerchi di capire se li ci sono altri come te… Poi mi vedi e ti accomodi … Eccoti così accolto in seduta, davanti a te una perfetta estranea, una psicoterapeuta di cui hai sentito dire cose positive, ma… Cosa vuole da te? Tu che vuoi da lei?
Mentre ti aiuto a raccontare un disagio, un’ansia, mentre mi parli, riesci a manifestare emozioni che spesso neanche tu stesso comprendi appieno.
Piano piano, si crea un rapporto, l’ascolto sereno e coinvolto, l’ambiente accogliente, la disponibilità competente della persona che hai davanti, ti permettono di lasciar fluire parole, ansia, qui, puoi anche permetterti qualche lacrima.
In nessun rapporto ti puoi raccontare in modo così intimo, in nessun rapporto l’altro è li solo per ascoltare, capire, approfondire e conoscere ciò che dici, solo per te, solo perché tu ti esprima e ascolti, capisca, approfondisca, riconosca ciò che stai dicendo.
Si, come dicevo parlando della psicoterapia in generale, nella vita s’impara dall’esperienza, ma perché l’esperienza possa insegnare veramente, non basta viverla, è necessario elaborarla, accettarla o saperla affrontare; in alcune situazioni, l’esperienza ti porta involontariamente, ma inesorabilmente, a ritrovarti sempre in situazioni che non vuoi, che ti mettono a disagio, che ti creano ulteriori problemi. La psicoterapia s’inserisce qui, quale ulteriore strumento di esperienza, un’esperienza che è “altra” rispetto a quelle già fatte.
L’ Esperienza altra che ti viene offerta in psicoterapia è la possibilità di utilizzare in modo diverso quello che hai imparato fino ad oggi. In seduta puoi rivedere il tuo vissuto analizzarlo e trovare in esso nuove e importanti, persino stravolgenti possibilità e prospettive: un insieme creato appositamente per la tua condizione.
Più o meno consapevolmente già usi diversi modi per comprendere la tua esperienza:
quello cognitivo (io penso così perché….),
quello emotivo (sento che… provo questo perché…)
quello comportamentale (faccio così perché… non faccio così perché…).
In seduta riusciamo insieme a trasformare queste esperienze e questa catalogazione abbiamo la possibilità di trasformare ogni vissuto, ogni esperienza cognitiva emotiva e comportamentale in esperienza altra così ogni “avvenimento” (cognitivo, emotivo esperienziale) attraverso la psicoterapia assume una nuova più precisa identità: E’ come potenziare la propria vista, il proprio udito, tutti i sensi facendo emergere nuovi particolari punti di osservazione.
In seduta sei ascoltato e ti trovi ad ascoltarti in un modo nuovo e fruttuosamente diverso,“altro”
La psicoterapia ti aiuta a comprendere ciò che non era stato compreso, a riconoscere ciò che non potevi riconoscere.
La psicoterapeuta è li proprio per comprendere e riconoscere per poi restituirti

  • interpretazioni (è come se…)
  • domande (cosa sentivi quando… Dolore? Paura? Disgusto? ecc.)
  • contenuti  (tu eri… l’altro ai tuoi occhi era… ecc.)

Procediamo oltre
Che ruolo ha oggi la paura nella tua vita? Quali eventi oggi ti causano paura e dolore? Disgusto o insofferenza……?

Facciamo un esempio:
Torniamo al tuo ricordo della caduta e alla reazione degli adulti di cui abbiamo parlato in precedenza: Che cos’è un ricordo rispetto ad un ginocchio visibilmente gonfio suscettibile di essere toccato, tastato, radiografato?
Quel ginocchio è oggetto nel vero senso del termine.
Se ne può parlare con la certezza che si sta parlando di qualcosa di concreto, qualcosa di oggettivo … “res extensa”.
Quel ricordo no.
Non potrà mai assumere la “dignità” di oggetto, è uno pseudo oggetto.
Siamo così giunti ad un nuovo argomento cruciale:
L’oggetto della nostra psicoterapia non è il ginocchio ma il suo ricordo, in nostro specifico e particolare vissut di que ricordo che crea la nostra specifica realtà  che non potrà mai essere come quella di un’altra persona